News Agosto 2017

PDF
Print
E-mail
Written by Renato Ferola
Thursday, 03 August 2017 10:00

PDF

Oneri di sicurezza – Omessa indicazione, esclusione automatica, rimessione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea

La I Sezione del T.A.R. Basilicata, con ordinanza n. 525 del 25 luglio, ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la questione se l’esclusione automatica dalla gara senza possibilità di soccorso istruttorio per omessa separata indicazione dei costi di sicurezza aziendale – risultante dal combinato disposto degli artt. 95, comma 10,  e 83, comma 9, del Codice dei contratti pubblici  e applicabile anche nell’ipotesi in cui l’obbligo di indicazione separata non sia stato specificato nel modello di compilazione per la presentazione delle offerte oltre che a prescindere dalla circostanza che, dal punto di vista sostanziale, l’offerta rispetti effettivamente i costi minimi di sicurezza aziendale – sia compatibile con i principi comunitari di tutela del legittimo affidamento, di certezza del diritto, di libera circolazione delle merci, di libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi, di cui al TFUE, nonché con i principi che ne derivano, come la parità di trattamento, la non discriminazione, il mutuo riconoscimento, la proporzionalità e la trasparenza, di cui alla direttiva n. 2014/24/UE.

 

DURC - Requisito della regolarità fiscale, pendenza di un contenzioso tributario

La III Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 3614 del 21 luglio, ha affermato che, ai fini della regolarità fiscale, richiesta per la partecipazione a gare pubbliche, non è sufficiente la pendenza di un contenzioso tributario per poter ritenere non esistenti le violazioni fiscali, già contestate, che ne sono oggetto, ma deve tenersi conto della definizione del contenzioso tributario con sentenza divenuta definitiva ovvero dell’avvenuta presentazione, con esito favorevole, di domande di sanatoria delle pendenze tributarie.

 

Avvalimento - “Infragruppo”, dichiarazione sostitutiva, soccorso istruttorio

La Sezione II-quater del T.A.R. Lazio, Roma, con sentenza n. 8704 del 19 luglio, ha ritenuto che, sotto la vigenza del nuovo Codice dei contratti pubblici, non deve più ritenersi ammissibile la deroga  all’obbligo di produrre il contratto di avvalimento per il caso di sua conclusione tra soggetti societari appartenenti ad un medesimo gruppo, non essendo presente alcuna norma di tenore analogo all’art. 49, comma 2, lett. g), del previgente Codice che considerava invece sufficiente “una dichiarazione sostitutiva attestante il legame giuridico ed economico esistente nel gruppo”. Il T.A.R. ha anche aggiunto che, in linea di principio, il contratto di avvalimento può essere oggetto di soccorso istruttorio e che, pertanto, anche tale omissione possa essere considerata soccorribile.

 

Affidamento in house – Sindacato di legittimità del G.A., presupposti, controllo analogo, criterio sintetico, clausola sociale

La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 3554 del 18 luglio, ha affermato che l’affidamento di servizi pubblici ad una società in house ha ormai natura ordinaria e non eccezionale, ricorrendone i presupposti, e che, pertanto, la relativa decisione dell’Amministrazione, ove motivata, sfugge al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, salva l’ipotesi di macroscopico travisamento dei fatti o di illogicità manifesta. La V Sezione - nel ribadire i requisiti per l’affidamento in house - ha anche rilevato che, nel caso di affidamento diretto ad una società istituita da più enti locali e da essi partecipata, il requisito del controllo analogo deve essere verificato secondo un criterio sintetico e non atomistico, sicché è sufficiente che il controllo pubblico sull’ente affidatario, purché effettivo e reale, sia esercitato dagli enti partecipanti nella loro totalità, senza che sia necessaria una verifica della posizione di ogni singolo ente.

La V Sezione ha anche aggiunto che la cd. clausola sociale non comporta alcun obbligo per l’impresa aggiudicataria di assumere a tempo indeterminato ed in forma automatica e generalizzata il personale già utilizzato dalla precedente impresa o società affidataria.

 

Rito superspeciale - Eccezionalità, presupposti per l’applicazione

La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 3710 del 27 luglio, ha affermato che, in materia di appalti pubblici, l’eccezionalità del rito superspeciale di cui ai commi 2-bis e 6-bis dell’art. 120 c.p.a. non ne consente applicazioni analogiche: non è, pertanto, sufficiente, al fine di attrarre il giudizio nell’ambito di quel rito eccezionale, la mera circostanza che i motivi di impugnazione sollevino questioni che attengono alla sussistenza dei requisiti soggettivi di partecipazione e si riferiscano, quindi, alla fase dell’ammissione alla gara. Al contrario, come sottolineato dalla V Sezione, ciò che radica il rito superspeciale è esclusivamente il tipo atto che viene impugnato, che deve necessariamente essere un provvedimento di ammissione o di esclusione, che attiene quindi alla fase preliminare della procedura di gara in cui si valutano i requisiti dei concorrenti. A giustificare, sul piano della ratio, il rito superspeciale è, infatti, unicamente l’esigenza di cristallizzare in tempi celeri le relative posizioni. È, quindi, inapplicabile la disciplina del rito superspeciale nel caso in cui il ricorso non abbia come oggetto gli atti di ammissione o di esclusione adottati all’esito della valutazione dei requisiti di partecipazione, ma riguardi, al contrario, l’impugnazione del provvedimento di revoca (o di annullamento d’ufficio) dell’aggiudicazione definitiva.

 

Cause di esclusione – Precedenti inadempimenti contrattuali, esclusione non automatica ex art. 80

La I Sezione del T.A.R. Toscana, con sentenza n. 1011 del 1 agosto, ha affermato che le significative carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che ne abbiano causato la risoluzione anticipata, ipotesi prevista all’art. 80, comma 5, lett. c), d.lgs. n. 50/2016, non comportano l’esclusione automatica dalla gara, essendo comunque necessaria una compiuta e concreta valutazione della stazione appaltante circa la gravità e rilevanza dell’inadempimento contrattuale pregresso rispetto alla persistenza del rapporto di fiducia. È la stazione appaltante ad essere gravata, quindi, dell’onere di dimostrare l’inaffidabilità del concorrente e non quest’ultimo a dover dimostrare la propria affidabilità. Nello specifico, la gravità del comportamento deve essere valutata, ad avviso del T.A.R., con riferimento all’idoneità dell’azione a incidere sull’interesse della stazione appaltante a contrattare con l’operatore economico interessato, alla stregua di un giudizio discrezionale che deve tenere conto delle circostanze di fatto, della tipologia di violazione, delle conseguenze sanzionatorie, del tempo trascorso e delle eventuali recidive, il tutto in relazione all’oggetto e alle caratteristiche dell’appalto. Ciò considerato, il provvedimento di esclusione deve essere poi adeguatamente motivato con riferimento agli elementi indicati.

 

 

Versione PDF stampabile

Archivio News

 

 

Last Updated ( Thursday, 03 August 2017 11:40 )