News Gennaio 2015

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Written by Renato Ferola
Tuesday, 27 January 2015 17:25

Avvalimento del fatturato specifico

Con la sentenza del 4 dicembre 2014, n. 5978, la III Sezione del Consiglio di Stato si è pronunciata a favore della possibilità di comprovare il requisito di capacità relativo al fatturato specifico mediante un contratto di avvalimento (“di garanzia”) che non preveda, come di norma necessario, il conferimento di risorse di personale e di mezzi: essendo il fatturato specifico dovuto all’aver effettuato servizi analoghi, non è necessario, quindi, comprovare altrimenti il requisito di capacità tecnica. Il contratto di avvalimento, posta la sua atipicità, ha, infatti, necessità di sostanziarsi in relazione alla natura ed alle caratteristiche del singolo requisito.

 

Dichiarazioni ex art. 38 del d.lgs. 163/2006

La stessa sentenza n. 5978 ha, inoltre, affermato che, laddove l’obbligo di rendere la dichiarazione ai sensi dell’art. 38, d.lgs. 163/2006, non sia previsto per i procuratori speciali a pena di esclusione dalla legge di gara, tale esclusione debba essere eventualmente disposta soltanto laddove sia effettivamente riscontrabile l’assenza del requisito in questione (e non per la semplice omissione di tale dichiarazione).

In materia di dichiarazioni di cui all’art. 38 del d.lgs. 163/2006 è anche intervenuta la Sezione III quater del T.A.R. Lazio, Roma, la quale, con sentenza n. 12066 del 1° dicembre, ha giudicato legittima la revoca dell’aggiudicazione ad un’impresa che abbia omesso di dichiarare due decreti penali di condanna di lieve entità riportati dal proprio legale rappresentante, a nulla rilevando la circostanza che detti decreti non sarebbero stati a lui notificati. La conoscenza dei decreti penali di condanna è, infatti, assicurata dalla possibilità di visionare in ogni momento il certificato del Casellario giudiziale.

 

Emanato il Regolamento ANAC in tema di vigilanza

Si segnala l’emanazione, il 9 dicembre 2014, del Regolamento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, volto a disciplinarne dettagliatamente il funzionamento. In particolare, è previsto che le indagini dell’Autorità siano attivate su iniziativa d’ufficio o su istanza motivata di chiunque ne abbia interesse; gli esposti anonimi, di norma archiviati, sono comunque trasmessi all’Ufficio Ispettivo o all’Ufficio piani di vigilanza e vigilanze speciali se riguardanti fatti di particolare gravità, circostanziati ed adeguatamente motivati. È anche previsto che le stazioni appaltanti possano richiedere all’Autorità un’attività di vigilanza, anche preventiva, in alcuni casi. Per una lettura completa si rinvia al testo del Regolamento sul sito dell'ANAC.

 

Verso un nuovo Codice degli Appalti

È stato presentato il disegno di legge delega al Governo per l’attuazione delle tre nuove direttive del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di contratti pubblici e appalti: la direttiva 2014/23/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, la direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici e la direttiva 2014/25/UE sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, tutte del 26.2.2014. L’iter di riforma, una volta completato, condurrà all’abrogazione dell’attuale Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 163/2006) e all’emanazione di un nuovo Codice recante una disciplina, nelle intenzioni, più snella, trasparente ed efficace, soprattutto in funzione di lotta alla corruzione. Altri criteri direttivi sono, in particolare: la riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti; la razionalizzazione delle procedure di spesa, delle forme di partenariato pubblico privato e dei metodi di risoluzione delle controversie alternative al rimedio giurisdizionale; la revisione del vigente sistema di qualificazione; una nuova disciplina organica della materia delle concessioni. Il ddl è stato assegnato in data 4.12.2014 all’8° Commissione permanente del Senato (Lavori pubblici, forniture) in sede referente. Sul sito del Senato della Repubblica è possibile seguire l’iter dei lavori.

 

Revoca della gara per pendenza di indagini penali

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sentenza dell’11 dicembre (causa C-440/13), ha ritenuto conforme al diritto dell’Unione la possibilità, per la P.A., di revocare una gara di appalto o di non procedere all’aggiudicazione definitiva nel caso in cui venga anche solo sottoposto ad indagine penale il legale rappresentante dell’unica società concorrente rimasta in gara, ovvero della società concorrente che sia stata dichiarata provvisoriamente aggiudicataria. Più precisamente, la Corte ha ritenuto che non sia indispensabile, ai fini dell'attivazione dei poteri di autotutela, che vi sia condanna penale passata in giudicato, essendo sufficiente il mero assoggettamento del legale rappresentante ad un'indagine.

 

 

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