News Aprile 2015

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Written by Renato Ferola
Thursday, 02 April 2015 11:11

Varianti - Modalità di trasmissione all’ANAC di varianti in corso d’opera, ammissibilità di varianti progettuali in sede di gara

Il 17 marzo il Presidente dell’ANAC ha emesso un Comunicato relativo alle modalità di trasmissione delle varianti in corso d’opera, allegando, altresì, un "modulo di trasmissione".

È stato ritenuto necessario che a ciascuna comunicazione venga allegato l’elenco generale della documentazione, di cui facciano parte il verbale di consegna e di sospensione dei lavori (qualora sussista), nonché le proroghe e il SAL emesso prima della variante. A ciò si aggiunge la relazione del Responsabile del Procedimento che deve dare puntuale evidenza del percorso logico seguito, ricostruendo nel dettaglio le precedenti fasi fino all’esecuzione e mettendo in relazione le cause della variante con le eventuali inadeguatezze dei dati, delle ricerche e degli studi preliminari utilizzati per la progettazione.

In particolare, il RP è tenuto ad accertare la non imputabilità della variante alla stazione appaltante, la non prevedibilità al momento della redazione del progetto o della consegna dei lavori, verificando le caratteristiche delle cause in relazione alla natura del bene. Il RP deve, altresì, formulare un giudizio in merito alla prevedibilità dell’evento che comprenda anche l’individuazione del livello di progetto a cui si ritiene debba essere riconducibile l’eventuale mancata previsione. Infine, il RP deve fornire adeguate motivazioni per i lavori della variante che fossero già stati eseguiti, fornendone un’adeguata valutazione.

Il Comunicato precisa, inoltre, l’ambito di applicazione dell’obbligo di trasmissione, specificando che sono soggette all’obbligo di trasmissione all’ANAC le varianti in corso d’opera inerenti i contratti del Contraente Generale che, ai sensi dell’art. 176, comma 5, lett. a), d.lgs. 163/2006, sono a carico del medesimo Contraente Generale.

In materia di varianti progettuali in sede di gara, invece, la V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 1601 del 27 marzo, ha ritenuto ammissibili le sole varianti migliorative riguardanti le modalità esecutive dell’opera o del servizio, purché non si traducano in una diversa ideazione dell’oggetto del contratto, alternativa rispetto alla volontà della P.A, e purché si dia la prova che la variante garantisca l’efficienza del progetto.

 

D.U.R.C. negativo - Applicabilità del cd. preavviso di rigetto

In merito al dibattuto tema della regolarizzazione del D.U.R.C. negativo, prevista dall’art. 31, comma 8, d.l. 69/2013, il T.A.R. Sicilia, Palermo, con sentenza n. 660 del 12 marzo, ha ritenuto che il requisito della regolarità contributiva debba sussistere al momento della dichiarazione e non alla scadenza del termine di quindici giorni assegnato dall’Ente previdenziale per la regolarizzazione (la regolarizzazione sarebbe possibile in altre e più limitate ipotesi). Con tale pronuncia il T.A.R. Palermo si è discostato dall’orientamento, finora prevalente ma non consolidato, espresso dal T.A.R. Sardegna (sentenza del 16 febbraio) e dal T.A.R. Abruzzo, L’Aquila, con la sentenza del 12 marzo n. 157.

In tale sentenza, il T.A.R. L’Aquila ha giudicato illegittimo il provvedimento con il quale una stazione appaltante ha revocato in autotutela l’aggiudicazione di una gara, motivata con riferimento all’insussistenza del requisito della regolarità contributiva, qualora l’Ente previdenziale non avesse assegnato all’aggiudicatario il termine di quindici giorni per regolarizzare la sua posizione.

 

Esclusione dalla gara - Per grave negligenza e malafede, per accordi tra imprese

La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 1567 del 23 marzo, ha affermato che l’obbligo di dichiarazione ex art. 38, lett. f), d.lgs. 163/2006, previsto per le ipotesi di comportamento negligente o in mala fede del partecipante alla gara, è configurabile solo in presenza di fattispecie concrete di violazione per grave negligenza, mala fede ed errore grave, già accertate in sede amministrativa, e non anche rispetto a fattispecie per le quali esista solo un procedimento di accertamento ancora in corso.

Il T.A.R. Lombardia, Milano (sentenza n. 845 del 27 marzo), ha ritenuto che la circostanza che due RTI avessero utilizzato la stessa società di servizi non attesti di per sé un accordo elusivo della trasparenza della procedura da parte delle due concorrenti.

Perché possa parlarsi di accordo tra i partecipanti ad una stessa gara vi dev’essere la messa in atto di un meccanismo fraudolento volto ad assicurare ad una delle partecipanti il conseguimento dell’appalto oppure la comune predisposizione dei plichi, entrambe attestate tramite rilievi formali e deduzioni logiche gravi e concordanti.

In ogni caso, è illegittima l’esclusione dalla gara per asserito accordo fraudolento fra due RTI senza che siano stati richiesti chiarimenti alle imprese coinvolte dalla stazione appaltante.

 

Vincolo di rispetto autostradale - Inedificabilità assoluta

La sentenza n. 1593 del T.A.R. Campania, Napoli, in data 17 marzo, ha affermato che il vincolo di rispetto autostradale debba ritenersi inderogabile e che da esso derivi, quindi, l’inedificabilità assoluta: infatti, stante la sua natura e gli interessi pubblici per la cui tutela esso è previsto, opera indipendentemente dalle caratteristiche dell’opera realizzata e dalla necessità di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale.

 

Oneri di sicurezza - Soccorso istruttorio, DUVRI, subappalto

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con sentenza n. 3 del 20 marzo, ha affermato che la mancata indicazione nell’offerta economica dei costi interni per la sicurezza del lavoro non è sanabile con il potere di soccorso istruttorio della stazione appaltante, trattandosi di elemento essenziale dell’offerta.

Relativamente agli oneri di sicurezza per le “interferenze”, la sentenza n. 645 del 5 marzo del T.A.R. Lombardia, Milano, ha ritenuto che tali oneri, dovendo essere predeterminati dalla stazione appaltante mediante l’elaborazione del cd. DUVRI (Documento Unico per la Valutazione dei Rischi da Interferenze), non possono essere modificati e non sono suscettibili di ribasso. È sufficiente, quindi, produrre, in sede di offerta, copia del DUVRI redatto dalla stazione appaltante, sottoscrivendolo debitamente in ogni pagina, per obbligarsi a rispettarne le previsioni.

La stessa sentenza, intervenendo in materia di subappalto, ha ritenuto non sussistente l’obbligo per il partecipante ad una gara, che abbia dichiarato di volersi avvalere del subappalto, di indicare già in sede di offerta il nominativo del subappaltatore. Ha, inoltre, nettamente distinto le figure dell’avvalimento e del cd. subappalto “necessario” (quel tipo di subappalto in cui l’appaltatore non dispone della qualificazione necessaria ad effettuare i lavori). In passato, invece, le due figure erano assimilate da parte della giurisprudenza (si veda, a titolo d’esempio, Consiglio di Stato, Sez. VI, 02/05/2012, n. 2508).

 

Informative interdittive antimafiaSubappalto

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 1345 del 13 marzo (III Sezione), ha affermato che, in sede di emissione di informative antimafia da parte delle Prefetture, non si può ritenere, in mancanza di altri elementi, che una grande impresa sia condizionata dalla criminalità organizzata soltanto per aver affidato in subappalto una porzione non consistente di lavori ad un’impresa che risulti collegata alla malavita organizzata.

 

 

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Last Updated ( Tuesday, 14 February 2017 18:15 )