News Ottobre 2015

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Written by Renato Ferola
Friday, 02 October 2015 14:53

Offerte anomale – Verifica di attendibilità delle offerte, criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa

La III Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 4209 dell’8 settembre, ha ritenuto che, nell’ambito del procedimento di verifica dell’anomalia, occorre verificare se l’elemento costituito dal costo del lavoro possa trovare compensazione, in concreto, nelle varie voci dell’offerta, potendo essere condizionato dal tipo di organizzazione aziendale e dalle conseguenti economie di scala ed avendo le tabelle ministeriali solo valore indicativo.

Ancora la III Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 4274 del 14 settembre, ha affermato che, ad esito di tale procedimento, l’amministrazione non debba procedere alla rimodulazione della graduatoria ma, unicamente, allo scorrimento della stessa. Ha, inoltre, ritenuto che, nel caso di gara da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, non sussiste l’obbligo della specifica indicazione dei punteggi dei singoli commissari, essendo i giudizi sufficientemente documentati con la sola attribuzione del voto complessivo finale.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia, con sentenza n. 595 dell’11 settembre, ha considerato illegittima l’aggiudicazione di una gara di appalto in favore di un’impresa che abbia riferito il proprio ribasso non già alla base d’asta ma all’elenco prezzi posto a base di gara. In tal caso, infatti, l’offerta rimane equivoca e non ben determinata, creando un’obiettiva incertezza sul suo contenuto.

 

Capacità tecnica – Esperienza pregressa per prestazioni identiche, possesso di requisiti minimi

La IV Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 4170 dell’8 settembre, ha affermato che, al fine di assicurare la sussistenza di requisiti di capacità tecnica, la stazione appaltante può ben richiedere che i concorrenti abbiano svolto servizi identici a quello oggetto dell’appalto, a condizione che il requisito dell’identità dei servizi sia chiaramente espresso e risponda ad un precipuo interesse pubblico. Infatti, l’esperienza pregressa per prestazioni identiche trova la propria giustificazione nelle caratteristiche tecniche del servizio oggetto di affidamento.

La II Sezione del T.A.R. Emilia-Romagna, Bologna, con sentenza n. 809 dell’11 settembre, ha ritenuto illegittimo il bando per l’affidamento di un appalto di servizi aeroportuali, nella parte in cui non richiede, al fine di impedire l’aggiudicazione in favore di soggetti privi di professionalità nella specifica materia oggetto di appalto, la dimostrazione del possesso di requisiti minimi di capacità ed esperienza e, in particolare, di un’esperienza pregressa nella gestione di organizzazioni complesse.

 

Responsabilità precontrattuale della P.A. – mancata stipulazione del contratto di appalto

La I Sezione del T.A.R. Lombardia, Milano, con sentenza n. 1918 del 2 settembre, ha ritenuto che la responsabilità precontrattuale della P.A. sia configurabile anche nell’ipotesi di svolgimento di attività amministrativa legittima, che, tuttavia, sia lesiva del principio di affidamento e buona fede. Nello specifico, ha ritenuto sussistente la responsabilità precontrattuale della P.A. nel caso in cui la stessa, a seguito di una procedura di evidenza pubblica e della relativa aggiudicazione, abbia definitivamente manifestato la propria volontà di non addivenire alla stipulazione del contratto di appalto. Il danno risarcibile a titolo di responsabilità precontrattuale è limitato all’interesse negativo e comprende sia le spese sostenute dall’impresa per aver partecipato alla gare (danno emergente), sia la perdita, se adeguatamente provata, di ulteriori occasioni di stipulazione di altri contratti altrettando o maggiormente vantaggiosi (lucro cessante). Non sarà, invece, risarcibile il danno derivato dal mancato guadagno che sarebbe scaturito dalla stipulazione ed esecuzione del contratto non concluso.

 

Appalti di servizi – Affidamento in house, nuova direttiva non direttamente applicabile

La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 4253 dell’11 settembre, ha ritenuto illegittimo l’affidamento diretto di un servizio ad una società in house, difettando il requisito del “controllo analogo”. Infatti, la presenza di un socio privato nell’ambito della compagine sociale fa sì che l’amministrazione non possa esercitare sulla società in house un “controllo analogo” a quello che esercita nei confronti dei propri uffici. La V Sezione ha, quindi, ritenuto non direttamente applicabile la nuova direttiva 2014/24, essendo ancora pendente il termine per il suo recepimento individuato dal legislatore comunitario. La nuova disciplina ammette, contrariamente a quanto affermato dalla V Sezione, che possa sussistere il “controllo analogo” anche quando vi sia una partecipazione del privato, purché questa non superi il limite del 20% e non sia tale, in ogni caso, da determinare potere di veto o influenza dominante.

 

Esclusione dalla gara – Per grave negligenza e malafede, per violazioni gravi rispetto ad obblighi di pagamento di imposte e tasse, per omessa indicazione di oneri di sicurezza

La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 4512 del 28 settembre, afferma che il giudizio, demandato alla stazione appaltante, sulla “grave negligenza e malafede nell’esecuzione delle prestazioni affidate” ex art. 38, comma 1, lett. f), d.lgs. n. 163/2006, non è collegato a quello sulla responsabilità da inadempimento ex art. 1218 c.c.: l’amministrazione esaminerà, quindi, il comportamento tenuto dall’impresa, prescindendo del tutto dall’inadempimento o inesattezza della prestazione.

La V Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 4252 dell’11 settembre, ha considerato illegittima l’esclusione per “violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi di pagamento di imposte e tasse” ex art. 38, comma 1, lett. g), d.lgs. n. 163/2006, qualora risultino essere errate soltanto le modalità di versamento: ai fini dell’esclusione è necessaria, infatti, una violazione fiscale di natura sostanziale e non meramente formale.

La III Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 4132 del 7 settembre, ha ritenuto che, nel caso in cui la lex specialis della gara non contenga una comminatoria espressa, l’omessa indicazione nell’offerta dello scorporo matematico degli oneri per la sicurezza per rischio specifico non comporta di per sé l’esclusione dalla gara, ma rileva solo ai fini del giudizio di anomalia del prezzo.

 

 

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